sabato 27 novembre 2010

Un modo di abitare

Non riesco a rinunciare nemmeno ad uno degli oggetti accumulati nel corso degli anni: lo scialle comprato in Iran, la scultura trovata in un mercatino di Algeri o la scatola decorata regalatami da un amico qualsiasi.
E' il modo di abitare di chi conserva tutto, perché tutto è legato ad un momento particolare e allora separarsene è impossibile.
Tutte queste cose servono a non sentirmi sola e scoprire in ogni momento della giornata il piacere di un ricordo. Non mi preoccupo affatto di una coerenza stilistica o di regole d'arredamento: prediligo i mobili vecchi perché hanno un passato, una loro storia che manca a quelli moderni.
Mi emoziono di fronte ad una porcellana lisionata dal tempo, ad un ricamo liso, ad un orologio che ha smesso di battere. La mia casa non si improvvisa, si costruisce piano piano, giorno dopo giorno; una casa che dà una libertà totale che con il tempo si assesta.
Così senza fretta ogni oggetto trova il suo posto, una sua segreta armonia con tutto il resto: i cuscini comodi sulla poltrona, le vecchie foto in bianco e nero nelle loro cornici, le scatoline di ceramica sullal scrivania...

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